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Chirurgia dell'obesità

Cos’è la chirurgia dell’obesità (chirurgia bariatrica)

La chirurgia dell’obesità, o chirurgia bariatrica, è la branca della chirurgia che si occupa del trattamento chirurgico dei pazienti affetti da obesità patologica. Non è quindi indicata per tutti i pazienti obesi e soprattutto non può essere richiesta per motivi puramente estetici. Il suo principale scopo è quello di prevenire e/o correggere i problemi medici associati all'obesità patologica (diabete, ipertensione arteriosa, apnea da sonno, certi tumori, ecc…).

Quali sono i principali tipi di interventi

I tipi d’interventi che sono proponibili nell’ambito della chirurgia bariatrica sono diversi e vengono scelti in funzione delle caratteristiche del paziente. Ma l’intervento che risulta adatto al 95% dei casi risulta essere il bypass gastrico (“corto circuito” dello stomaco).
L'intervento prevede la creazione di una piccola tasca gastrica superiore, separata dal resto dello stomaco sotto. Questa tasca viene direttamente collegata all'intestino tenue a distanza variabile dal duodeno. In questo modo viene saltata la parte iniziale del tratto digestivo. Il bypass determina un calo di peso corporeo riducendo di molto la quantità di cibo introdotta e inducendo un precoce senso di sazietà. L'intervento non implica l'asportazione di nessuna parte sia dello stomaco che dell'intestino; una volta eseguito non consente però più di esplorare con le tradizionali metodiche stomaco, duodeno e vie biliari.
L’intervento viene eseguito per via laparoscopica attraverso 5-6 piccoli tagli nell’addome, e richiede generalmente una settimana di degenza. La convalescenza necessita da 2 a 4 settimane di inabilità lavorativa.
Passate le prime settimane il paziente deve e può mangiare di tutto cercando di rispettare i principi di un alimentazione variata ed equilibrata. L’unico requisito essenziale risulta essere la necessità di masticare molto bene i cibi prima di deglutire e quindi di dover prendere molto tempo per mangiare (da 40 a 50 min per pasto!), e quello di evitare di bere durante i pasti.
Inoltre, tenuto conto di alcune complicazioni che possono insorgere a distanza di tempo e delle carenze nutrizionali consecutivi alla riduzione dell’apporto alimentare, dei controlli clinici e di laboratorio sono necessari a lungo termine. Viene richiesto al paziente un impegno formale a sottoporsi a questi controlli per la durata di almeno 5 anni (ogni 3 mesi il primo anno, ogni 6 mesi il secondo anno e poi una volta all’anno…idealmente a vita)
Due altri interventi sono realizzati raramente. Si tratta del bendaggio (o anello) gastrico, un tempo molto diffuso ma ora praticamente abbandonato in ragione di un risultato spesso deludente associato ad una qualità di vita scadente (per il frequente vomito che induce…oltre ad altre complicanze), e della sleeve gastrectomia (“gastrectomia a manicotto”), ancora poco utilizzata e, come il bendaggio, riservata a situazioni particolari.
Le indicazioni per l’intervento chirurgico prevedono un valore minimo dell’Indice di Massa Corporea (IMC) di 35 kg/m2. Inoltre il paziente deve aver provato -senza successo- a perdere peso durante complessivamente due anni, possibilmente con l’aiuto di un professionista della nutrizione; l’indicazione all’intervento non si basa solo su questi due parametri. Le condizioni del paziente devono essere attentamente valutate da un équipe multidisciplinare: si tratta di interventi che comportano un certo rischio e occorre determinare per ogni singolo paziente i vantaggi e rischi del ricorso alla chirurgia. Inoltre, malgrado l’intervento, certi pazienti dopo alcuni anni tornano ad aumentare di peso. L’intervento rappresenta quindi solo una chiave -pure determinante- del successo…ma non dà buoni risultati in mancanza di coinvolgimento e collaborazione del paziente. Quelli che riescono a mantenere maggiormente il peso perso (in media il 50 a 70% dell’eccesso di peso iniziale) sono i pazienti che -inizialmente aiutati dall’intervento- riescono a modificare in modo duraturo il loro stile di vita, adattando il loro comportamento alimentare come la loro attività fisica e che rimangono attenti all’andamento del loro peso, sostenuti da un gruppo di auto-aiuto.
Per garantire quindi il migliore risultato possibile a lungo termine, risulta indispensabile una preparazione che affronti le varie sfaccettature dello sviluppo dell’obesità, rispettivamente del mantenimento di un peso ragionevole. Questa preparazione in certi casi può necessitare diversi mesi prima che il paziente possa essere considerato idoneo all’intervento.

Chirurgia dell’obesità all’EOC

All’Ospedale San Giovanni di Bellinzona si è iniziata un’attività di chirurgia dell’obesità nel 1998. Dal 1° gennaio 2011 è stato costituito ufficialmente il centro per la chirurgia dell’obesità dell’Ente Ospedaliero cantonale (CCO). Questo è sotto la responsabilità del Dr. Med. Adriano Guerra ed è coordinato dal Dr. med J. P. Vermes. il team comprende inoltre la Dr.ssa Pharm. Claudia Fragiacomo e il Dr. med. Sebastiano Franscella all’Ospedale Regionale di Lugano e il Dr. med. Nicola Ossola all’Ospedale Regionale di Mendrisio. Dell’équipe multidisciplinare fanno pure parte la Dr.ssa Sabrina Uslenghi a Bellinzona, la Dr.ssa Ilaria Massari a Lugano e la Dr.ssa. Vesna Tomissich a Mendrisio, oltre a vari psicologi e dietiste.

Grazie alla sua esperienza e i buoni risultati ottenuti, il CCO è stato riconosciuto dal 01.01.2011 come centro di riferimento (d’eccellenza) dalla Società svizzera di chirurgia dell’obesità (SMOB), e quindi autorizzato ad eseguire anche gli interventi più complessi: Le sue prestazioni sono rimborsate dalle casse malati.

L’esperienza dal 1998 al 01.06.2013 ha raggiunto i 350 pazienti operati.
 

Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2015
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