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Appropriatezza e sicurezza delle cure

La sicurezza è fare quanto e quando necessario

Il sovra-utilizzo di esami diagnostici e terapeutici è un fenomeno sempre più diffuso e importante: da tempo è infatti stato evidenziato che molti esami e molti trattamenti farmacologici e invasivi, largamente diffusi nella pratica medica, non apportano benefici per i pazienti, anzi, rischiano di essere dannosi.
“Fare di più non significa fare meglio”. Coerentemente a questo motto – che nasce dall’iniziativa statunitense Choosing Wisely che progressivamente si è estesa a livello internazionale – anche l’EOC ha avviato un progetto specifico, coordinato nella sua prima fase pilota dall’Ospedale Regionale di Locarno, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente l’appropriatezza delle cure erogate al paziente. Il progetto mette l’accento sulle pratiche a rischio di inappropriatezza e può essere sintetizzato con la volontà di salvaguardare il paziente da conseguenze indesiderate delle misure terapeutiche (es. danni da radiazioni ed effetti secondari di alcuni farmaci) e da possibili disagi legati alla strategia diagnostica (es. prelievi di sangue non necessari).

Il progetto pilota all’EOC mette l’accento su 5 aree suscettibili di inappropriatezza:

  • Prelievi ematici;
  • Radiazioni ionizzanti:
  • Prescrizione di antibiotici;
  • Prescrizione di inibitori della pompa protonica (ossia di farmaci per ulcere e bruciori allo stomaco);
  • Prescrizione di ansiolitici e sonniferi.

 

Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2015
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