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L'anestesia regionale continua spiegata ai pazienti

L'anestesia regionale continua è una tecnica che permette, tramite il posizionamento di un sottilissimo catetere nei pressi di una struttura nervosa, di somministrare un'infusione continua di anestetico locale in modo da ottenere l'anestesia selettiva di una sola regione del corpo, ossia quella innervata dal nervo così "addormentato". Questo consente in genere di ottenere un'ottima analgesia anche dopo interventi chirurgici maggiori, senza necessità di ricorrere a farmaci oppioidi, come la morfina, che ha frequenti effetti collaterali (nausea, vomito, sedazione, prurito, ritenzione urinaria, stipsi). Il miglior livello di analgesia ottenuto, spesso si traduce in una più rapida ripresa funzionale, particolarmente importante dopo interventi chirurgici ortopedici. Presentiamo qui del materiale informativo riguardante questa tecnica, impiegata routinariamente dal Servizio di Anestesiologia dell'Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli.

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Articolo apparso su "La Regione" (28.01.2011) - Chirurgia ortopedica, S. Giovanni in prima fila
 

L'anestesia regionale continua ai pazienti ambulatoriali

Di norma l'anestesia regionale continua viene utilizzata nei pazienti degenti, tuttavia grazie all'impiego di appositi dispositivi portatili miniaturizzati usa e getta, nonché di un apposito protocollo con cui seguiamo costantemente e quotidianamente i nostri pazienti, con contatti telefonici ed eventuali visite ambulatoriali, riteniamo di essere riusciti a garantire le medesime qualità e sicurezza anche ai pazienti che intendono trascorrere al proprio domicilio la degenza dopo interventi che altrimenti potrebbero essere piuttosto dolorosi. Il grande vantaggio è appunto quello di un'analgesia ottimale senza bisogno di farmaci sistemici, i cui effetti collaterali spesso rendono impossibile o controindicata la dimissione.

Abbiamo chiesto ai nostri pazienti la loro opinione su diversi aspetti relativi a tale tecnica: riportiamo qui di seguito le loro risposte, ritenendo siano utili per guidare le scelte di altri pazienti.

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Ultimo aggiornamento: 01 aprile 2014
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