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Melanoma maligno, accertata anche nella Svizzera italiana la predisposizione famigliare

07 gennaio 2013

<p>Anche nella Svizzera italiana &egrave; stata accertata la componente genetica, oltre a quelle gi&agrave;&nbsp;conosciute, quale fattore di rischio nello sviluppo del melanoma maligno (MM). Lo studio genetico condotto dalla Dermatologia dell&rsquo;Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), in collaborazione con altre organizzazioni, in particolare con l&rsquo;Ospedale Clinico di Barcellona, ha permesso di identificare ed analizzare casi di tumore maligno della pelle curati in Ticino riguardanti persone con antecedenti personali o famigliari di questa malattia. Lo studio &egrave; stato accolto con interesse durante un recente congresso medico internazionale.</p>

Un centinaio di casi ogni anno
Considerati i risultati, la raccomandazione dei medici ai soggetti aventi una famigliarità diretta con persone curate per MM (figli, fratelli, padri, madri) consiste - oltre all’invito alla prudenza nell’esposizione ai raggi solari rivolto a tutta la popolazione - nel controllo dermatologico, con una valutazione caso per caso del rischio potenziale. La diagnosi precoce rimane, infatti, l’arma migliore per combattere questa malattia. Fra i tumori, il melanoma maligno è uno di quelli che negli ultimi anni ha incrementato maggiormente l’incidenza: in Ticino poco meno di 100 nuovi casi all’anno; per la sua capacità di sviluppare metastasi, il MM può essere mortale.

Il primo studio regionale in Svizzera
Nella Svizzera Italiana, come anche nel resto del paese, non era ancora stata studiata finora la predisposizione famigliare al MM nella popolazione.

Lo studio - di paragone con altri effettuati nel mondo - è stato condotto dalla Dermatologia dell’Ente Ospedaliero cantonale (EOC) e coordinato dalla Dr.ssa Cristina Mangas e dal Dr. Carlo Mainetti, primario di dermatologia all’Ospedale Regionale Bellinzona e Valli. I medici hanno potuto contare sulla collaborazione di alcuni membri della Società ticinese di dermatologia e venereologia (STDV), dell’Istituto Oncologico della Svizzera italiana (IOSI), dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC) e dell’ Ospedale Clinico di Barcellona, istituto leader in Europa nello studio genetico del melanoma maligno.

Come si è svolta l’indagine
L’indagine ha coinvolto 56 pazienti appartenenti a 41 famiglie; l’analisi del prelievo della loro saliva ha permesso di cercare le mutazioni conosciute di 3 geni noti per la predisposizione al melanoma maligno. Sono così state identificate le persone e le famiglie più a rischio; esse sono state contattate e oggi possono beneficiare di una presa a carico adattata che comprende anche il sostegno psicologico.

I geni in questione – spiega la Dr.ssa Mangas – hanno la capacità, in condizioni normali, di proteggerci dalla trasformazione maligna delle cellule davanti a fattori esogeni, in particolare ambientali. Ma, se una persona è portatrice di una mutazione su uno di questi geni, questo non funziona correttamente e quindi esiste la possibilità di un rischio maggiore allo sviluppo di MM.

Informazioni ulteriori presso il dr Carlo Mainetti, primario di dermatologia dell’Ospedale Regionale Bellinzona e Valli, tel 091 811 86 82 o 091 811 89 89 o 091 811 94 11.

Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2016