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Cure appropriate: primo simposio internazionale in Svizzera

22 settembre 2015

”Fare di più non significa fare meglio”: è all’insegna di questa convinzione che l’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) organizza a Lugano il primo simposio internazionale in Svizzera dedicato al tema dell’appropriatezza delle cure. Relatori di prestigio provenienti dalla Svizzera e dall’estero parleranno del tema portato alla ribalta del mondo sanitario internazionale dall’iniziativa statunitense “Choosing Wisely”, che preconizza una medicina sobria e rispettosa, con cure appropriate e di buona qualità per tutti. Anche l’EOC ritiene importante promuovere questo approccio, volto al miglioramento della qualità e della sicurezza dei pazienti, e ha avviato un progetto pilota all’Ospedale Regionale di Locarno. Al simposio, che si svolgerà venerdì 25 settembre a partire dalle 10h00 nell’Aula Magna dell’Università della Svizzera Italiana, sono iscritti circa 500 partecipanti.

La medicina poggia su basi scientifiche e di efficacia, ma da tempo è stato evidenziato che taluni esami diagnostici e trattamenti farmacologici e chirurgici, largamente diffusi nella pratica medica, non apportano benefici per i pazienti; anzi, rischiano di essere dannosi. Di fronte a questa constatazione e sulla scia dell’iniziativa statunitense “Choosing Wisely”, una cinquantina di società medico-scientifiche nel mondo hanno identificato una serie di pratiche ad alto rischio di inadeguatezza.

Progetto pilota a Locarno
Anche l’EOC ritiene importante promuovere una riflessione su “Choosing Wisely” ed ha avviato all’Ospedale Regionale di Locarno un progetto pilota che coinvolge anche gli altri tre ospedali regionali di Bellinzona, Lugano e Mendrisio. Basandosi sulle preoccupazioni dei pazienti e degli operatori sanitari, sono stati selezionati cinque argomenti: tre riguardano la prescrizione di medicamenti, uno la radiologia diagnostica e uno gli esami di laboratorio.

Questo progetto intende salvaguardare il paziente da conseguenze indesiderate di certe misure terapeutiche, come danni dovuti a radiazioni ed effetti secondari di alcuni farmaci; vuole inoltre evitare possibili disagi legati alla diagnostica, come i prelievi di sangue non necessari. Questi obiettivi possono essere raggiunti tramite la riduzione di pratiche (esami diagnostici e trattamenti farmacologici) che, secondo le conoscenze scientifiche disponibili, non apportano benefici significativi ai pazienti. Inoltre, tramite la riduzione degli sprechi, ci si può attendere un uso più appropriato e più equo delle risorse disponibili e una maggiore sostenibilità economica dei servizi prestati.

Un approccio EOC
Nel progetto “Choosing Wisely”, l’EOC ha adottato un approccio metodologico peculiare rispetto alle altre esperienze internazionali. Ha infatti deciso di partire dal confronto dei dati dei propri ospedali acuti, anziché partire dalle raccomandazioni (pratiche da prediligere o da evitare). Da un lato, questo approccio permette di meglio rendersi conto degli aspetti da approfondire e/o da migliorare nella presa in carico dei pazienti. D’altro canto, i dati consentono di verificare, una volta condivise le pratiche ad alto rischio di inadeguatezza, se interviene effettivamente un cambiamento del comportamento dei clinici, permettendo così di monitorare l’efficacia delle raccomandazioni.

Il progetto, che si indirizza principalmente al personale medico, ha coinvolto diversi servizi di supporto dell’EOC, quali il Servizio qualità e sicurezza dei pazienti, il Servizio di farmacia, il Dipartimento di medicina di laboratorio, l’Area informatica e il Servizio di fisica-medica. Un approccio multidisciplinare che potrebbe rivelarsi decisivo per il successo dell’iniziativa.

Al simposio partecipano una ventina di relatori svizzeri e provenienti da diversi altri paesi europei e del Nordamerica, in rappresentanza degli ambienti medico-scientifici, dei pazienti, della politica e delle assicurazioni malattia. I relatori parleranno della filosofia Choosing Wisely a livello internazionale, presentando alcune esperienze europee. Saranno evocate anche la situazione in Svizzera e la percezione dei politici; inoltre, il pubblico potrà porre domande ai relatori.
 

Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2016