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Area infermieristica

Accessi venosi periferici ecoguidati

Nella pratica clinica quotidiana, il paziente con vie venose difficili non è un evento raro e tutti conosciamo gli inconvenienti, i ritardi, le complicazioni e, non da ultimo, la scarsa soddisfazione del paziente, cui spesso questa situazione può portare. In particolare in urgenza, la difficoltà nel reperire un accesso venoso periferico, può inoltre assumere una rilevanza non trascurabile nella dinamica della gestione dei nostri pazienti.

L’ecografia è una tecnica di diagnostica per immagini ormai trasversale alle diverse specialità mediche. La sua diffusione, legata alla progressiva riduzione dei costi e alla parallela miniaturizzazione degli apparecchi, ne ha determinato per così dire una democratizzazione, da cui non può e non deve essere escluso il personale infermieristico.

In Anestesiologia, Medicina d’Urgenza e Terapia Intensiva sono già numerose le applicazioni dell’ecografia, basti pensare al posizionamento dei cateteri venosi centrali, ai blocchi dei nervi periferici, all’ecografia FAST in urgenza. Il posizionamento dei cateteri venosi a inserzione periferica (PICC) ha inoltre di recente portato l’attenzione sulla possibilità dell’accesso venoso periferico ecoguidato. La tecnica ecoguidata può però parimenti essere utilizzata dal personale infermieristico anche per il posizionamento di vie venose periferiche in tutti i casi di accesso difficoltoso.

La dispensa sottostante, di per sé non esaustiva dell’argomento, è intesa a complemento del corso teorico pratico organizzato dal Servizio di Anestesiologia dell’Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli per tutti gli infermieri che lavorano in Anestesia, Pronto Soccorso e Medicina Intensiva, con lo scopo di renderli autonomi nell’utilizzo dell’ecografo finalizzato all’accesso venoso periferico sotto guida ecografica.

Ultimo aggiornamento: 01 aprile 2014
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