Dialisi

I reni hanno una serie di compiti. Una funzione molto importante è quella di depurare l'organismo dai prodotti di scarto del metabolismo e dalle tossine e di regolare l'equilibrio idrico. Ci sono malattie che portano i reni a non essere più in grado di svolgere queste funzioni. Si tratta in particolare di malattie renali croniche, come il diabete mellito di lunga durata o l'ipertensione arteriosa, ma anche di insufficienze renali acute, che possono verificarsi in caso di infezioni gravi, avvelenamenti o addirittura incidenti. In questi casi, la dialisi, come procedura di purificazione del sangue, può assumere i compiti vitali dei reni.

Panoramica


Quali sono le procedure di dialisi più comuni?

  • Lavaggio del sangue all'esterno del corpo
    Esistono diverse procedure di dialisi, la forma più comune è la cosiddetta emodialisi. In questa procedura, il sangue del paziente viene fatto passare attraverso un filtro esterno al corpo e "lavato". A tal fine, il paziente viene collegato a una macchina per la dialisi per alcune ore, più volte alla settimana. Durante questo periodo, il sangue circola più volte attraverso il filtro di dialisi, il cosiddetto rene artificiale, e viene così ripulito e possono essere rimossi anche i liquidi. L'emodialisi viene effettuata in appositi centri di dialisi, dove personale specializzato si occupa dell'assistenza e del monitoraggio dei pazienti, ma può anche essere effettuata come cosiddetta dialisi domiciliare dai pazienti stessi a casa.
  • Dialisi peritoneale
    Nella cosiddetta dialisi peritoneale, il processo di pulizia avviene attraverso il peritoneo. Più volte al giorno, un liquido di dialisi sterile viene introdotto nella cavità addominale, dove si satura di prodotti di scarto e viene poi scambiato. La dialisi peritoneale offre anche la possibilità di rimuovere ulteriore liquido. Dopo un'adeguata formazione, il paziente può eseguire la dialisi peritoneale a casa.

Trattamento


Emodialisi

Nell'emodialisi, il sangue passa attraverso un filtro, il cosiddetto rene artificiale. Affinché questo flusso sanguigno sia sufficientemente ampio, è necessario un accesso adeguato per poter drenare il sangue. Le piccole vene superficiali non sono adatte a questo scopo, quindi si esegue un piccolo intervento sul paziente, a volte in anestesia locale, per creare un collegamento separato tra un'arteria (vaso di alimentazione) e una vena (vaso di drenaggio).

  • Accesso alla dialisi per un flusso sanguigno sufficiente
    Attraverso questo "cortocircuito" (shunt dialitico) tra i vasi sanguigni, una maggiore quantità di sangue passa direttamente dall'arteria alla vena e si espande nel tempo. Per questo motivo, tra l'intervento e l'inizio della dialisi passano sempre alcune settimane. Lo shunt per dialisi facilita il posizionamento delle 2 cannule necessarie per il lavaggio del sangue, cioè una per il deflusso e una per il ritorno. Il sangue viene quindi pulito all'esterno del corpo nel filtro di dialisi e restituito al paziente. In alternativa, se non è possibile creare un accesso vascolare, è possibile creare un piccolo accesso permanente in un vaso sanguigno più grande (di solito sotto la clavicola). Il trattamento dialitico può quindi essere effettuato attraverso questo catetere per dialisi, il cosiddetto permcath.
  • La dialisi dura da quattro a cinque ore
    L'effettiva purificazione del sangue avviene attraverso il rene artificiale, ovvero il filtro di dialisi o anche chiamato dializzatore. Il sangue viene pompato attraverso questo filtro e poi torna nel corpo depurato. Nel filtro di dialisi vengono filtrati i prodotti di scarto del metabolismo e vengono rimossi anche i liquidi. Di norma, la dialisi dura tra le quattro e le cinque ore e viene effettuata tre volte alla settimana. In questo modo si ottiene una sostituzione artificiale dei reni per circa 12-15 ore alla settimana, vale a dire che il trattamento emodialitico sostituisce solo il 15% circa della produzione renale di una persona sana.
  • Altri aspetti importanti del trattamento dialitico
    Oltre alla pura eliminazione dei prodotti metabolici, è importante anche l'eliminazione dei liquidi, che spesso non avviene più in misura sufficiente attraverso i reni del paziente. È importante che la circolazione sia stabile durante il trattamento e la pressione sanguigna deve essere costantemente monitorata. Di norma, durante l'emodialisi viene somministrata anche l'eparina per evitare che il sangue si coaguli. Inoltre, anche i minerali, il ferro e le vitamine devono essere parzialmente sostituiti.

Dialisi peritoneale

Nella dialisi peritoneale - o anche chiamata dialisi peritoneale - il sangue non viene purificato all'esterno del corpo, ma il lavaggio del sangue avviene nella cavità addominale.

  • Lavaggio del sangue nell'addome attraverso un catetere
    Nella dialisi peritoneale, i medici inseriscono un catetere nell'addome del paziente. Questo viene fatto con un piccolo intervento circa 14 giorni prima dell'inizio della dialisi. Anche in questo caso, lavoriamo in team con i colleghi della chirurgia viscerale e dei trapianti. Il liquido di dialisi viene introdotto nella cavità addominale più volte al giorno attraverso questo catetere addominale. In questa forma di lavaggio del sangue, il peritoneo funge per così dire da membrana filtrante e convoglia i prodotti di scarto nel liquido di dialisi. Il liquido viene drenato dopo un certo periodo di tempo e la cavità addominale viene riempita di liquido fresco. Questa procedura viene ripetuta più volte al giorno, ad esempio 3-4 volte, e il liquido rimane nella cavità addominale per circa 3-4 ore ogni volta. In alternativa, questo trattamento può essere effettuato anche durante la notte. In questo caso è possibile far sì che l'afflusso e il deflusso vengano eseguiti automaticamente da una macchina, in modo che la dialisi peritoneale possa essere effettuata durante il sonno.
  • La dialisi peritoneale come opzione di trattamento
    La dialisi peritoneale viene solitamente eseguita dai pazienti a casa dopo una breve fase di addestramento. La dialisi peritoneale richiede responsabilità e igiene personale, ma consente anche una maggiore autodeterminazione e libertà. Purtroppo non è adatta a tutti i pazienti affetti da patologie renali. Lasciatevi consigliare in un colloquio dettagliato presso la Clinica di Nefrologia dell'USZ quale procedura è più adatta a voi. Siamo inoltre lieti di organizzare colloqui con altri pazienti che potranno raccontarvi le loro esperienze.

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