Servizio di Ortopedia e Traumatologia EOC

Fratture femore prossimale Indietro

Che cos'è

Le fratture di femore prossimale sono tra le patologie di carattere ortopedico più diffuse e spesso causa di mortalità e disabilità nella popolazione anziana. 

L’incidenza vede un aumento al di sopra dei 75 anni, in concomitanza con l’aumento della prevalenza dell’osteoporosi e del rischio di cadute. Ad essere più colpite sono le donne, presentando un rischio più che raddoppiato rispetto agli uomini.

In base alla morfologia ed alla sede, le fratture del femore prossimale vengono suddivise in fratture mediali o intracapsulari, associate ad un elevato rischio di necrosi avascolare della testa del femore, ossia morte della testa del femore per alterato apporto ematico, e fratture laterali o extracapsulari.  Ogni tipo di frattura ha diversi rischi e diverse possibilità di trattamento, che verrà scelta insieme al medico specialista valutando tutti i fattori per ogni caso specifico.
 

Come si manifesta

Spesso l’arto colpito si presenta accorciato, addotto (avvicinato all’altro) ed extra-ruotato (il piede tende a toccare il terreno con il suo margine esterno). In caso di fratture composte ed in pazienti giovani, il dolore puo’ essere di minor entità ed il paziente puo’ riuscire anche a camminare.
 
La causa principale è sicuramente un trauma, come una caduta accidentale; esistono tuttavia anche casi piu’ rari in cui l’origine della frattura non sia traumatica.
 
La diagnosi si basa sull’anamnesi, sull’esame clinico e su un bilancio radiologico, che permette di visualizzare la frattura e studiarne la morfologia per decidere il trattamento piu’ adatto.
 
 

Come si cura

Il trattamento delle fratture del femore è di norma chirurgico. Gli obiettivi principali di tale trattamento sono ridurre la sintomatologia algica e consentire una mobilizzazione precoce.
 
Le fratture mediali composte o con minima scomposizione presentano un rischio di necrosi avascolare della testa del femore, ridotto e possono essere trattate conservativamente o con un intervento chirurgico di riduzione e sintesi con viti o placche. 
 
Per le fratture mediali scomposte ad alto rischio di necrosi avascolare il trattamento chirurgico prevede la sostituzione protesica dell’articolazione. Questa può essere eseguita tramite una protesi parziale (sostituzione della sola componente femorale) od una artroprotesi totale (sostituzione del femore prossimale e dell’acetabolo).
 
Gli approcci chirurgici per le fratture laterali sono ad oggi molteplici; la scelta dell’impianto e della tecnica più adatta deve essere decisa di volta in volta, sulla base delle caratteristiche del paziente e della frattura. L’osteosintesi della frattura potrà essere realizzata mediante chiodi endomidollari (dentro il canale dell’osso) o con placche e viti.
 
Insieme al medico anestesista si sceglierà il tipo di anestesia più indicato; l’obbiettivo del trattamento è garantire una mobilizzazione precoce, iniziando sedute fisioterapiche dal primo giorno post-operatorio.
 
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